foto valentina Sono nata a Roma dove risiedo. Sono cresciuta però nel teatro napoletano di casa nella parte materna della mia famiglia, che si è imposto sulla ritrosia marchigiana di mio padre.

Mi sono laureata in filosofia ed ho cominciato a insegnare quando non ero ancora laureata, ore e ore sui treni da pendolare dell’educazione nelle scuole medie. Il rapporto con i bambini, belli vivaci insopportabili creativi allegri problematici, è stato per trent’anni un importantissimo scambio, un dare e avere duro e faticoso quanto ricco e divertente.
Ho cercato di trasmettere loro l’arte di uscire da se stessi ritrovandosi, abbiamo raccontato storie in teatri inventati con mezzi di fortuna. Bambini e ragazzi arguti di periferia che sprizzavano vita e sfrontatezza nella magia della finzione, felici di scoprire che una realtà diversa è possibile.

Sono una persona piuttosto veloce: guardo penso taglio elaboro e trasformo. Un pezzo di stoffa colorata o un grumo di creta, un’immagine fotografica o un incrocio nella Rete.

Negli anni ’70 si è spalancata la porta della nuova comunità, le donne, il femminismo, le emozioni gridate. E il lavoro collettivo con due amiche nella “Fabbrica di San Pietro”, laboratorio artigiano di idee bizzarre, burattini, ritratti-maschera in ceramica e cartapesta, diventato poi il “Laboratorio Quattromani”. Una fucina creativa che ha forgiato tra gessi e argille amicizie di una vita. E ancora dare e avere con i bambini nei laboratori creativi con un ritaglio di carta che diventa farfalla.

Partire e ancora partire, dal Messico all’India, tra le lisce facce del Sudest asiatico e l’essenza dell’Africa, amore assoluto conosciuto nella sua carne di terra ocra. Fotografare volti e mani, corpi e lavori, madri nascoste e figli curiosi, preghiere e risate, non è per me raccogliere un album di ricordi, ma entrare in contatto, bere l’essenza.

Dal mondo reale a quello virtuale, sono passata dall’iniziale ritrosia per il computer al tuffo subacqueo nell’informatica.

L’insegnamento si è evoluto  nella formazione per docenti; per molti anni ho lavorato per il Museo didattico Multipolare della Scienza e dell’Informazione scientifica di Roma. Con i ragazzi ho realizzato giochi interattivi, storie-game e complessi progetti interculturali.
Ho scoperto una nuova frontiera della comunicazione culturale, sia realizzando ipertesti per la didattica che come tutor a distanza per l’Università di Macerata e poi di Udine.
Ho collaborato per anni con il Gruppo Nazionale Informatica del Movimento di Cooperazione Educativa (MCE).
Nel 2003 ho progettato e realizzato il sito web Scuoleinrete – la rete delle scuole del 14°e 15° distretto di Roma, che gestisco tuttora.
Ho elaborato e coordinato il progetto "orientarsinrete" realizzato da 12 scuole della rete.

La creatività si esprime con qualunque linguaggio, così, se come web designer elaboro siti, non mi basta più fotografare
i volti del mondo. Nella foresta di pixel intreccio corpi e paesaggi, smembro ricordi che rinascono in nuove immagini.
Le anime dei popoli svaniscono, appaiono e si trasformano in una metamorfosi visiva.
Poi chissà, conoscerò nuovi alfabeti per parlare ancora con gli altri…